{"id":1545,"date":"2019-07-01T07:30:40","date_gmt":"2019-07-01T07:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.healthcoachingmag.it\/?p=1545"},"modified":"2026-01-08T14:22:51","modified_gmt":"2026-01-08T14:22:51","slug":"genitori-come-rapport-ricalco-e-guida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.healthcoaching.it\/mag\/genitori-come-rapport-ricalco-e-guida\/","title":{"rendered":"Genitori: come entrare in rapport, ricalco e guida"},"content":{"rendered":"<h1>Vi siete mai chiesti perch\u00e9 spesso dovete ripetere le cose ai vostri figli centinaia di volte e, comunque, non vi ascoltano? Cosa vi manca a livello comunicativo per essere veramente capiti dai vostri bambini? A volte sentite come se parlaste una lingua straniera?<\/h1>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Niente paura la soluzione esiste ed \u00e8 alla portata di tutti. Bastano tre semplici passaggi:<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>ricalco<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>rapport<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>guida<\/em><\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Se non ne hai mai sentito parlare non preoccuparti. Sono concetti molto semplici. In poco tempo riuscirai a metterli in pratica. Devi solo essere disposto ad allenarti e a cambiare un po\u2019 il sistema comunicativo con tuo figlio.<\/p>\n<p>Alcuni <a href=\"https:\/\/www.healthcoachingmag.it\/genitori-figli-come-gestire-conflitti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">genitori<\/a> quando parlano con i bambini sono molto direttivi dicendo \u201c<em>si fa cos\u00ec e basta<\/em>\u201d, altri, al contrario, invece di <em>dirigere<\/em> si fanno guidare dal bambino perdendo a volte il controllo della situazione. Inutile dire che in entrambi i casi, che rappresentano i due estremi, non otterranno risultati duraturi. Nel primo caso corriamo il rischio che il bambino non si senta n\u00e9 ascoltato n\u00e9 capito portandolo ad avere una bassa stima di s\u00e9 e delle proprie capacit\u00e0. Nell\u2019altro caso pu\u00f2 generare figli con difficolt\u00e0 nel condividere e nel saper avere dei limiti, non essendo abituati ad averne.<\/p>\n<p><em>Riprogrammiamo il nostro tipo di comunicazione, attraverso i tre step del ricalco, rapport e guida.<\/em><\/p>\n<h4><strong>Primo step: un salto nella loro realt\u00e0<\/strong><\/h4>\n<p>Avete mai sentito parlare di <strong>ricalco<\/strong>? In PNL (Programmazione neuro-linguistica) si usa questo termine quando si parla di comunicazione efficace. In parole povere si intende la capacit\u00e0 di entrare nel modo di fare dell\u2019altra persona, rispecchiando fedelmente ci\u00f2 che lei ritiene vero.<\/p>\n<p>La tecnica riprende l\u2019atteggiamento che aveva il famoso psichiatra e ipnologo Milton Erikson (1901-1980), e la sua capacit\u00e0 di entrare in connessione profonda con i suoi pazienti. Quanto pi\u00f9 l\u2019individuo sente affinit\u00e0 con l\u2019altro, tanto riuscir\u00e0 a aprirsi e ad ascoltare. L\u2019approccio al paziente usato da Erikson fu oggetto di studio per Bandler e Grinder, negli anni \u201970, che ne estrapolarono addirittura un metodo adattabile alla comunicazione di ogni individuo. Il ricalco, in particolare, ci permette di abbattere la diffidenza iniziale e permette l\u2019instaurarsi di un sistema empatico.<\/p>\n<p>La stessa cosa vale per i <a href=\"https:\/\/www.healthcoachingmag.it\/come-capire-figli-bambini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">bambini<\/a>. Molto spesso noi genitori diamo indicazioni e direttive ai nostri figli saltando questo gradino e quello successivo. Poi ci rendiamo conto che lui non ci capisce, o comunque dopo un momento in cui ci sentiamo compresi tendenzialmente tutto ritorna come prima, nel senso che nostro figlio ci ha ascoltato l\u00ec per l\u00ec, ma poi nel lungo periodo la comunicazione non \u00e8 stata efficace.<\/p>\n<p>Ricalcare significa entrare nel suo schema, usare le sue modalit\u00e0, rispecchiare il suo stato d\u2019animo, senza sminuirlo, ma rispettandolo e facendogli capire che lo stiamo comprendendo.<\/p>\n<h4><strong>Come si fa?<\/strong><\/h4>\n<p>Come dice il termine stesso ricalcando i suoi modi, ad esempio se piange sar\u00e0 importante che l\u2019adulto si immedesimi nel dolore che egli sta provando. \u00c8 molto difficile, infatti, creare rapport ed empatia con qualcuno che ha un atteggiamento completamente diverso dal nostro. Le persone tendono a fidarsi, ad affidarsi e ad ascoltare chi sentono come loro.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2 perch\u00e9 i bambini sono super sensibili ai nostri atteggiamenti e potrebbe succedere che si accorgano del cambiamento. Cerchiamo, quindi, di ricalcare in maniera delicata, senza enfatizzare troppo modalit\u00e0 e emozioni.<\/p>\n<h4><strong>Cosa possiamo ricalcare?<\/strong><\/h4>\n<p>Iniziamo con la postura. Significa abbassarsi se il bambino \u00e8 piccolo, oppure se \u00e8 pi\u00f9 grande significa allinearsi al suo modo di porsi. In questo modo avviene il rispecchiamento, chiamato cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 come se voi foste lo specchio di nostro figlio, ed \u00e8 un\u2019arma importante da usare a nostro favore. Anche il respiro pu\u00f2 essere ricalcato, osserviamo attentamente la velocit\u00e0 e la profondit\u00e0 della respirazione ed entriamo nel suo ritmo. Lo stesso si pu\u00f2 fare con il tono e la velocit\u00e0 nel parlare, oppure con le emozioni, se ad esempio il bambino sembra disperato, evitiamo giudizi o di tagliare corto dicendo \u201c<em>dai non \u00e8 niente<\/em>\u201d, se lui in quel momento si sente disperato cerchiamo di entrare nel suo stato d\u2019animo, diciamogli che comprendiamo bene quello che prova, che se vuole pu\u00f2 parlarne con noi, che siamo l\u00ec apposta per ascoltarlo, e che tante volte ci siamo sentiti come lui. Questo ci permetter\u00e0 di creare quella fiducia di cui ha bisogno, per calmarsi, per abbassare un po&#8217; le difese.<\/p>\n<p>Quando questo avviene stiamo passando allo step successivo, cio\u00e8 stiamo entrando in <strong>rapport <\/strong>con lui, in uno stato cio\u00e8 di empatia e comprensione profonda.<\/p>\n<h4><strong>Secondo step: siamo in empatia<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019empatia \u00e8 quello stato che ci permette di entrare in connessione profonda con la persona che abbiamo di fronte. In questo caso il bambino.<\/p>\n<p>Per entrare in connessione con le sue emozioni per\u00f2 \u00e8 fondamentale archiviare per un attimo tutte le nostre convinzioni, abbassare il giudizio ci permetter\u00e0 di sperimentare realmente quello che nostro figlio sta vivendo e non di recitare un ruolo.<\/p>\n<p>Entrare in empatia con lui vuol dire mettere da parte il nostro io adulto e riconnetterci con il bambino che \u00e8 in noi, far riemergere sensazioni, pensieri, paure, speranze e riconoscere quanto c\u2019\u00e8 di simile con i nostri figli. Ricercare nella memoria la parte bambina di noi \u00e8 un mezzo pressoch\u00e9 infallibile per entrare in rapport.<\/p>\n<p>Quando l\u2019individuo entra in<em> rapport<\/em> con noi gli equilibri relazionali cambiano, se fino ad ora siamo stati noi a tentare di entrare nel suo sistema, ora che la porta \u00e8 finalmente aperta possiamo arricchire la situazione con il nostro punto di vista, ed eccoci passo successivo, la<strong><em> guida<\/em><\/strong>.<\/p>\n<h4><strong>Terzo step: siamo in guida<\/strong><\/h4>\n<p>Essere in guida significa che abbiamo la fiducia dell\u2019altro, gli mostriamo il nostro punto di vista, la nostra opinione, o richiesta, se i passaggi fatti precedentemente sono andati a buon fine, allora il bambino ci seguir\u00e0, si fider\u00e0 e asseconder\u00e0 pi\u00f9 facilmente le nostre richieste, evitando capricci e lotte di potere, semplicemente perch\u00e9 si sentir\u00e0 compreso. Non vivr\u00e0 le nostre parole e richieste come imposizioni cadute dall\u2019alto.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 creato lo stato di fiducia possiamo guidare la comunicazione. \u00c8 come quando camminiamo a fianco di qualcuno e teniamo lo stesso passo, se noi cambiamo il ritmo, l\u2019altro ci seguir\u00e0 senza la necessit\u00e0 di doverlo convincere.<\/p>\n<p>L\u2019errore che, purtroppo, noi genitori facciamo con i nostri figli \u00e8 di voler comunicare entrando subito nella modalit\u00e0 guida. Diamo delle imposizioni che vengono mal tollerate dal bambino. Non per la richiesta in s\u00e9, ma perch\u00e9 manca la parte in cui egli si sente ascoltato e compreso lasciandosi, di conseguenza, condurre. Spesso entriamo nella modalit\u00e0 braccio di ferro. Ci troviamo a fare a gara tra chi \u00e8 il pi\u00f9 forte e questo ci fa perdere la posizione di privilegio di cui naturalmente godiamo.<\/p>\n<p>Con i passaggi elencati fino ad ora ci rendiamo conto che entrare nel mondo del bambino \u00e8 possibile a patto che l\u2019adulto abbia l\u2019accortezza e la capacit\u00e0 di procedere per gradi, senza saltare passaggi, avendo sempre chiaro l\u2019obiettivo: entrare in connessione profonda con lui.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo voglio rincuorarvi del fatto che mettere in atto i tre steps, a volte, pu\u00f2 risultare difficoltoso. Richiede molto allenamento. Non demordete se vi sembra che i risultati tardino ad arrivare, arriveranno con l\u2019esercizio e con la fiducia, il metodo funziona solo se ci crediamo e se lo riteniamo efficace noi per primi.<\/p>\n<h4><strong>Siete scettici?<\/strong><\/h4>\n<p>Ecco un consiglio da mettere in atto: in questo momento della nostra vita accontentatelo, ma sviluppiamo una sensibilit\u00e0 verso noi stessi e verso i nostri bambini. Impariamo a guardarli e a chiederci se stiamo effettivamente vivendo tutte le potenzialit\u00e0 che loro ci offrono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi siete mai chiesti perch\u00e9 spesso dovete ripetere le cose ai vostri figli centinaia di volte e, comunque, non vi ascoltano? Cosa vi manca a livello comunicativo per essere veramente capiti dai vostri bambini? 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