Melatonina: aiuta a dormire, ma attenzione ai dosaggi e all’uso corretto

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La melatonina è diventata negli ultimi anni una delle sostanze naturali più conosciute per favorire il sonno. Nell’immaginario collettivo è considerata un rimedio benefico e sicuro, ma il suo utilizzo ha vissuto momenti di grande confusione, soprattutto in Italia, dove è stata a lungo disponibile senza linee guida chiare e con un uso spesso non controllato.

Eppure, la melatonina non è un semplice integratore: è un ormone che il nostro corpo produce naturalmente. Conoscerla meglio significa usarla in modo consapevole, efficace e soprattutto sicuro.

Cos’è la melatonina e come viene prodotta dal nostro organismo

La melatonina è un ormone sintetizzato principalmente dalla ghiandola pineale, con piccole quantità presenti anche nell’intestino, nel tessuto osseo e negli occhi. La sua produzione aumenta naturalmente al calare della luce, segnalando al corpo che è arrivato il momento di rallentare e prepararsi al sonno.

Non è un vero e proprio “induttore del sonno”, come un farmaco sedativo: la sua funzione principale è di regolare i ritmi circadiani, cioè il ciclo sonno-veglia.

A cosa serve la melatonina e perché il corpo la produce

La melatonina agisce come un messaggero interno. È responsabile di:

  • regolare il ritmo sonno/veglia

  • modulare la sensazione di fame

  • coordinare il cosiddetto “orologio biologico”

  • contrastare l’eccesso di dopamina, contribuendo all’equilibrio dei neurotrasmettitori

Il suo meccanismo d’azione è complesso e non completamente compreso, ma è certo il suo ruolo nel sincronizzare i nostri ritmi fisiologici con alternanza di luce e buio.

Quando il corpo produce melatonina

La secrezione aumenta al buio, raggiunge il picco nelle ore notturne e cala drasticamente al mattino con l’esposizione alla luce.

Cosa può interferire con la produzione naturale di melatonina

Alcuni fattori possono causare bassi livelli di questo ormone e possiamo riassumerli in:

È principalmente per questa ragione che si ricorre agli integratori a base di melatonina per il ripristino di un livello accettabile per la sua funzione.

Quando usare la melatonina: gli utilizzi più appropriati

L’uso ideale della melatonina è legato al jet lag, soprattutto quando si attraversano più fusi orari, perché aiuta a resettare il ritmo sonno-veglia. Può essere utile anche per i lavoratori turnisti o per periodi brevi in cui il ciclo sonno/veglia è alterato.

Essendo un ormone, non dovrebbe mai essere assunta con leggerezza né per periodi prolungati.

Qual è il dosaggio corretto di melatonina

Su questo punto c’è molta confusione. Le opinioni sono diverse, ma gli esperti concordano su alcuni principi fondamentali:

  • iniziare sempre con dosaggi molto bassi (0,5 mg)

  • aumentare eventualmente fino a 1 mg, che è considerato un dosaggio sicuro

  • non superare i 5 mg, che portano la melatonina in un ambito più farmacologico che integrativo

Il dosaggio elevato non è più fisiologico e può alterare l’equilibrio ormonale. La regola d’oro è: “il meno possibile, solo quando serve, e per brevi periodi”.

Effetti collaterali della melatonina: cosa può succedere se si esagera

Assumere melatonina per troppo tempo o a dosaggi elevati può portare a diversi effetti indesiderati, tra cui:

  • mal di testa

  • tachicardia

  • sonnolenza durante il giorno

  • calo dell’umore o piccole forme depressive

  • irritabilità

  • vertigini

  • crampi o disturbi gastrici

L’uso prolungato può inoltre dare un segnale sbagliato alla ghiandola pineale, spingendola a ridurre la produzione interna dell’ormone.

Controindicazioni: quando la melatonina NON va assunta

È sconsigliata in:

  • bambini sotto i 6–7 anni

  • gravidanza e allattamento

  • diabete o malattie metaboliche rilevanti

  • ipertensione trattata con farmaci

  • patologie ormonali

In questi casi è essenziale il parere del medico.

Melatonina naturale: in quali alimenti si trova

La melatonina è presente anche in alcuni alimenti, utili per sostenere il ciclo sonno-veglia in modo naturale:

  • ciliegie

  • mais

  • mandorle

  • avena

  • uva

  • cipolle

  • cavoli

  • peperoni

Anche alcune piante officinali, come l’iperico, ne contengono tracce.

Conclusione: sì alla melatonina, ma con buon senso

La melatonina è uno strumento prezioso per favorire un sonno ristoratore, soprattutto in condizioni specifiche come jet lag o ritmi di lavoro irregolari. Tuttavia, essendo un ormone, richiede attenzione, dosaggio adeguato e periodi brevi di utilizzo.

Per un uso sicuro ed efficace è sempre consigliabile confrontarsi con un medico, soprattutto se si soffre di patologie o si assumono farmaci.

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